Severance - Tagli al personale
(Severance)
- Danny Dyer nel ruolo di Steve
- Laura Harris nel ruolo di Maggie
- Tim Mcinnerny nel ruolo di Richard
- Toby Stephens nel ruolo di Harris
- Claudie Blakley nel ruolo di Jill
- Andy Nyman nel ruolo di Gordon
- Babou Ceesay nel ruolo di Billy
- David Gilliam nel ruolo di George
- Matthew Baker nel ruolo di Nosferatu
- Juli Drajkó nel ruolo di Olga
- Judit Viktor nel ruolo di Nadia
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Dalla critica...
"Un occhio a 'Hostel', un occhio alla serie tv 'The Office' (oppure pensate a Fantozzi), un braccio al Kubrick di 'Dottor Stranamore', una gamba agli slasher anni '80 alla 'Venerdì 13' e la testa al presente storico con lo stato di guerra permanente in cui viviamo. 'Severance - Tagli al personale' di Cristopher Smith: lo smembramento è servito. Nell'eccellente pellicola scritta e diretta dal sempre più bravo regista del precedente 'Creep' (uno degli horror più disturbanti degli ultimi anni), assistiamo a una gita nei boschi dell'Ungheria da parte di un gruppo di impiegati di una ditta inglese che vende armi. (...) Finale sulle note di 'We'll meet again' dalla chiusa del Dottor Stranamore. Acuto, cattivissimo, esilarante. Notizia per i fan della ghigliottina: la morte non è istantanea. La testa mozzata funziona ancora qualche secondo. Giusto il tempo di accorgersi che non c'è più speranza"
(Francesco Alò, 21 settembre 2007)
"Un film horror. Però inglese. Sangue e sadismi in abbondanza, perciò, ma anche una spruzzatina di sarcasmo. Per spaventare pur, in qualche momento, divertendo. (...) Il regista Christopher Smith, già noto nel campo del cinema horror, rielaborando un testo scritto per lui da uno sceneggiatore esordiente, James Moran, ha puntato ovviamente sui terrori e i colpi di scena che, ad ogni svolta, costellano l'azione, ma ha anche cercato di sottolineare fisionomie e difetti dei singoli personaggi, prendendo spesso lo spunto per sottolineature in cui, sia pure nel nero, riesce a farsi strada l'umorismo britannico: con guizzi e strappi quasi sempre di buon effetto"
(Gian Luigi Rondi, 19 settembre 2007)
"Coproduzione anglo-ungherese, 'Severance' è uno strano oggetto cinematografico, che comincia come una favola, poi prende il sentiero dell'horror grottesco e contiene anche un'allegoria sulla nostra società, in chiave di 'legge del contrappasso'. La formula ricorda la serie 'Hostel', con l'Europa centrale trasformata in teatro della minaccia, il matrimonio tra comicità splatter e gore del più truculento, l'intonazione politicamente scorretta. Non è difficile scorgere dietro le convenzioni del genere 'survival' una metafora estrema sui dogmi del capitalismo aggressivo-fideistico e dell'aziendalismo imperanti. A tratti un po' rozzo e sgangherato, è vero, ma energico e con qualche gag da non perdere"
(Roberto Nepoti, 21 settembre 2007)
"Non fidarsi dell' Est dopo 'Hostel'. (...) Tra effettacci sadici un poco corretti con humour, il film si dipana nei modi del convenzionale spavento d'inconscio, ma la traiettoria è molto annunciata: mine, lanciafiamme, funghi allucinogeni, mitraglie e sadismi che l'autore di Creep, Christopher Smith, regola senza andar per il sottile ma con un cast affiatato di attori caratterizzati. Nel titolo si cita 'Deliverance', il tranquillo week end di paura qui completo di ex criminali di guerra ed orrori dell' Est"
(Maurizio Porro, 21 settembre 2007)






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